martedì 14 ottobre 2014

Domenica di pioggia

Esterno. Un giardino di collina percosso dalla pioggia, la luce scarseggia, solo il verde del prato risplende. Girando di centottanta gradi, dalle finestre con tende bianche della grande casa grigia filtra una luca gialla. Nessun movimento.

Piove: è domenica e piove.

Interno casa. Le giacche sono appese all'attaccapanni, i caschi ritirati nel mobile. Lui e lei, con gesti stanchi, hanno appena rinchiuso nel cassetto il progetto su due ruote che ormai da tre settimane tentano di realizzare. Nessun dubbio: oggi non è tempo per motociclisti della domenica.

Appoggiano la fronte alla finestra e scrutano il cielo. Appena la pioggia pare fermarsi e il grigiore rischiararsi un po', si rianimano (Non tutto è perduto, presto, infiliamo le scarpe, afferriamo il guinzaglio e corriamo a respirare un po' di aria fresca!).

Ma è tutta un'illusione, il tempo di aprire la porta di casa e già cade qualche goccia (Cosa sarà mai? Portiamo l'ombrello e via!). Le gocce si fanno più insistenti e appuntite (Mmm. Aspettiamo a togliere le scarpe, magari spiove...). Infine scroscia, come se qualcuno volesse a tutti i costi cancellare ogni titubanza: oggi non è tempo nemmeno per una passeggiata.

Peccato, pensa lei mentre riempie d'acqua il bollitore. L'acqua si scalda e piccole bollicine affiorano in superficie, come le immagini nitide e colorate che fanno capolino nella sua testa. Avremmo potuto fare una passeggiata...

... lungo la riva del lago ad Arona. Dalla vecchia darsena costeggiando i prati verdi fino al Lido, e poi, oltre al parcheggio, attraverso i giardini pubblici, il ponticello sull'imbarcadero, tutto il lungolago, fino alla piazza sovrastata dalla Rocca. E poi indietro lungo il corso e la strada dei palazzi con le loro vetrine multicolori.

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... alla Rocca di Arona. Prendendola larga, entrando attraverso il cancello in basso e risalendo pian piano verso il prato principale. Ammirare la vista dei tetti arancioni e del lago grigio dall'alto, fermarci per sorseggiare un aperitivo e far quattro carezze al cane. Poi ridiscendere per la via alta e curiosare tra le case e i giardini privati.

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... ai Lagoni di Mercurago. In mezzo ai boschi e ai resti archeologici delle antiche civiltà, per far correre il cane dietro a tracce selvatiche e per fondere il presente col passato (non è forse questa l'eternità?).

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... a Orta San Giulio. Un giro intero dalle banchine delle ville sul lago, il centro paese con i suoi vicoli e scorci seducenti, lungo la strada che costeggia palazzi signorili e le acque del lago d'Orta, fino a tornare al punto di partenza.

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Invece piove. Il tè è pronto. Lo versa nelle tazze belle e ne porge una al marito. Sorseggiano e si rilassano, ma l'espressione delusa non svanisce.  Nemmeno alla castagnata siam potuti andare, dice lei. Già, risponde lui. Il cane accucciato accanto al calorifero chiude gli occhi e si abbandona al sonno.


N.d.A. Ci vorrebbe un vento forte, coraggioso e determinato, che sospinga lontano queste nuvole grigie cariche di pioggia e ripulisca il cielo e l'animo.
Quindi ora più che mai, buon vento.

2 commenti:

  1. Che meravigliosa "promessa" rimandata, così che l'attesa ve la farà apprezzare ancora di più (disse lei, per consolare). Che meraviglioso tour, con le tue foto ho viaggiato con la fantasia e mi hanno ispirato pace e serenità. Grazie :D

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    1. Hai detto le parole giuste: tante promesse rimandate! Spero al più presto possibile ;-)

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